sabato 25 ottobre 2014

Ghirlande e Zucchero alla Lavanda

Un' ottobre mite quest'anno mi ha regalato dei bei fiori di lavanda che ho raccolto oggi. Ho pensato di utilizzarne un pò per fare ...indovina?una ghirlanda? come hai fatto a indovinare?eh eh eh lo so sei stufa di vedere l'ennesima ghirlanda, perdonami, ma ero curiosa di sperimentare. Mi piace l'idea delle ghirlande alle erbe aromatiche, che oltre ad esser belle sono profumatissime. 
Già me le immagino come tema delle decorazioni per un matrimonio o una festa.....

Se vi ho incuriosito vi rimando al post dove vi parlo di un matrimonio che racconti di voi... con semplicità e delicatezza..un pò in punta di piedi...
E per chi mi visita per la prima volta... sono disponibile ad occuparmi di allestimenti per matrimoni, feste, eventi.

La prossima ghirlanda?Stavo pensando al timo.....promesso l'ultima...forse...
E mi piace l'idea di usarle, oltre che appese, anche come centrotavola ad esempio a circondare delle candele oppure come facevano le Vestali come coroncina sul capo....
Così, utilizzando sempre come base dei rametti di nocciolo intrecciato e come sfondo, l'ultimo acquisto fatto al mercatino dei Gaudenti, una vecchia asse per lavare i panni, ecco le mie ghirlande profumate alla Lavanda.
Poi con la lavanda rimanente, ho curiosato sul web, messo insieme  un pò di ricette (come al solito non riesco a seguire una ricetta alla lettera, mi ritrovo sempre a fare un mix, cambiare dosi, etc insomma un disastro ....) e fatto una cosa semplice semplice: Zucchero alla Lavanda.La ricetta la trovate più avanti nel post.


Per l'etichetta si può usare della carta da pacchi, tagliarla con la forma che si preferisce, ed utilizzare dei timbri per fare il resto.




E visto che parliamo di Lavanda ecco qualche leggenda e uso.
"Il suo nome deriva dal latino, lavare, e dipende dal fatto che i Romani ne usavano moltissima per fare i bagni e profumare l'acqua delle terme, era sacra per le Vestali in onore della Dea Vesta se ne cingevano il capo in occasione dei riti.La tradizione popolare dice che se si mettono delle spighe di lavanda nel corredo della sposa, la sua vita sarà felice e rilassata.Nell'antico Egitto la lavanda era usata come componente di un'unguento che si scioglieva lentamente e profumava il corpo.Similmente la lavanda veniva incorporata anche all'olio delle lucerne per profumare i luoghi di culto. 
Se si hanno carenze di ferro, il miele alla lavanda ne è ricco.L'olio essenziale alla lavanda, che si può acquistare in erboristeria, può essere usato sia nell'acqua calda del bagno per ottenere un'effetto rilassante sia sul calorifero per profumare e purificare l'aria.
Invece contro il il mal d'amore e la malinconia mettere 50 grammi di fiori di lavanda e 20 grammi di cime di abete in un litro di grappa per quaranta giorni.Trascorso questo tempo si filtra e si emulsiona il liquore con uno sciroppo ottenuto con mezzo litro di acqua e trecento grammi di zucchero.Una volta miscelato il liquore, lo si deve far riposare un mese, poi si può bere nella misura di un bicchierino due volte al giorno". Con due bicchierini di grappa (aromatizzata alla lavanda) al giorno, secondo me non passa solo il mal d'amore :-)))
Source:
Il grande Libro delle piante magiche, L.Rangoni

Zucchero alla Lavanda:

125 gr di zucchero
1 cucchiaino di lavanda secca
q.b steli di fiori di lavanda
vasetto di vetro a chiusura ermetica
Per decorare:
Carta pacchi
forbici
timbro
spago
piccolo mazzetto di lavanda


Mettere un primo strato di zucchero nel vasetto, quindi posizionare gli steli di lavanda fresca sulla circonferenza come nella foto.






Aggiungere un cucchiaino di fiori di lavanda essicati. 
Quindi ricoprire con lo zucchero fino al bordo del vasetto e chiudere.



                                    Lasciare riposare per due settimane, setacciare e togliere i fiori.



Adesso lo zucchero aromatizzato alla lavanda è pronto per essere assaggiato.... nel thè, o se si preferisce nella pasta per  biscotti o delle torte.Oppure come cadeau per i vostri ospiti di una cena o del vostro matrimonio che riceveranno qualcosa preparato da voi e che è carino anche perchè può essere personalizzato con delle etichette diverse.Semplice e delizioso.E perchè no, anche economico.
E visto che si avvicina il Natale, preparandoli per tempo, potrebbe essere un'idea regalo anche per questa occasione.

                                                              Photo's by me.
                                                                 A presto!

martedì 21 ottobre 2014

Fate, Erica e Ghirlande


Dopo le ghirlande estive di lillà, quelle di edera, di fiori ed erbe di campo, di muschio, ecco le ultime arrivate: Ghirlande di Erica su rami intrecciati di nocciolo.

Adoro l'erica, una pianta perenne, robusta, dei terreni e climi freddi, che deriva il nome dal verbo greco rompere perchè le sue radici sono in grado di rompere le rocce silicee e  perchè, come i bucaneve, spuntano dalla neve annunciando la primavera.

Le leggende celtiche associano l'erica alle Fate, perchè particolarmente amate da quest'ultime; infatti si narra che se ci si sdraia fra queste piante si possono incontrare le Fate, invece bisogna assolutamente evitare di addormentarsi tra di esse perchè si rischierebbe di venire rapiti, o di mangiarne i fiori perchè si diventerebbe una di loro senza più poter tornare indietro.

Se invece volete attirare delle Fate buone nel vostro giardino allora dovete fare un'offerta di Erica nella notte del primo maggio.Se volete tenere lontani dal vostro giardino i folletti e i loro scherzi allora dovete bruciare dell'erica.
Per riconoscere i luoghi dove le fate prediligono ballare invece dovete cercate il fungo che si dispone a cerchio.E anche degli alberi di biancospino su una collina sono un'indizio sicuro della presenza   delle fate.Però fate sempre attenzione perchè le Fate sono complicate per natura e molto dispettose.

I fiori hanno sempre costituito un legame tra il mondo degli uomini e quello delle Fate.E' compito di queste custodirli. L'Erica in particolare è particolarmente amata e protetta.

In Scozia viene regalata l'erica bianca come portafortuna per i novelli sposi in segno di eterno amore.
La leggenda vuole che le ragazze nubili debbano piantare un'erica in giardino per ingraziarsi le Fate e trovare un buon marito.Una volta trovato un buon marito in segno di ringraziamento si appendono delle coroncine di erica sugli alberi.

Source: 
Il Grande Libro delle Piante Magiche, Laura Rangoni
Fate, David Larkin
Wikipedia


















Intreccio di rami di nocciolo.Basta andare in un bosco, approfittarne per cercare qualche Fatina e raccogliere qualche ramo di nocciolo, non secco; essendo molto flessibile riuscirete ad intrecciarlo senza bisogno di fissare con spago o altro.
Cominciate a comporre sulla ghirlanda con i rametti di Erica fissandoli con dei piccoli pezzetti di spago o se preferite colla a caldo.
Se invece non avete occasione di andare in un bosco potete sempre acquistare una ghirlanda di rametti e poi aggiungere l'erica.
Se volete appenderle potete inserire del fil di ferro fissandolo alla ghirlanda e poi facendo una forma ad uncino o ad asola dipende dove volete appenderla oppure farci intorno un fiocco magari con del merletto come nelle foto sopra.
Un'ultimo tocco può essere un merletto  








       

                                                  Erica Gracilis e Calluna Vulgaris (Brugo)

                                                               Photos by me.
                                                                  A presto!

giovedì 16 ottobre 2014

Bricchi in latta e gabbiette nel Paese delle Meraviglie


Cappellaio Matto: Credi ancora che sia un sogno, non è vero?
Alice: Ma certo, è solo un'invenzione della mente
Cappellaio Matto: Questo vorrebbe dire che non sono reale?
Alice: Temo di si, ma non mi sorprende di sognare uno mezzo matto
Cappellaio Matto: Ma dovresti essere mezza matta anche tu per sognare uno come me
Alice: Evidentemente lo sono, mi mancherai quando mi sveglierò....



Qui devi correre più che puoi per restare nello stesso posto.Se vuoi andare da qualche altra parte devi correre il doppio!




Stregatto: Comunque, se io cercassi il Bianconiglio lo chiederei ....al Cappellaio Matto!

Alice: Al Cappellaio Matto? Oh, no, no !!
Stregatto: Oppure al Leprotto Bisestile, in quella direzione!
Alice: Ok, grazie!! Credo che chiederò a lui!
Stregatto: Però guarda che gli mancan diversi venerdi...
Alice. Oh, ma io non voglio andare in mezzo ai matti!
Stregatto: Oh, non puoi farci niente! Sono quasi tutti matti qui!Io son matto, tu sei matta.
Alice: Come sai che son matta?
Stregatto: Tu devi esserla, altrimenti non saresti venuta qui!


Alice rise: "E' inutile che ci provi", disse, "non si può credere a una cosa impossibile".
"Oserei dire che non ti sei allenata molto", ribattè la Regina, "Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz'ora al giorno.A volte riuscivo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione".

Alice: So chi ero stamattina, ma da allora devo essere cambiata diverse volte


Alice allora aprì la porticina: essa dava su un piccolo corridoio non più grande della tana d'un topo. S'inginocchiò ein fondo al corridoio vide il più bel giardino che si possa immaginare. Allora le venne voglia di uscire da quella stanza oscura e passeggiare fra quelle aiuole fiorite fra quelle fresche fontane. Ma attraverso quel buco non poteva passare nemmeno la sua testa.

"E anche se ci passasse la testa"pensava la povera Alice "a che mi servirebbe senza le spalle? Dovrei essere capace di ritirarmi come un telescopio! Forse ci riuscireise sapessi da dove cominciare".
Infatti come voi sapetele erano ormai successe tante cose straordinarie che Alice cominciava sul serio a credere che per lei non ci fossero cose impossibili.
Ora però era inutile restare ad aspettare davanti a quella porticina; perciò Alice tornò verso la tavola di vetro con la speranza di trovarci un'altra chiave o almeno un libro che insegnasse il modo d'accorciare la gente alla maniera dei telescopi. Invece trovò una bottiglietta (Alice era certa che prima non c'era) con sopra un cartello che diceva "BEVIMI" in caratteri di stampa grandi e belli.
"Bevimi": era facile a dirsi. Ma la saggia piccola Alice non ebbe fretta.
"Prima" disse "guarderò bene se c'è scritto sopra "veleno"". Infatti aveva letto un mucchio di racconti dove c'erano bambini bruciati o mangiati da bestie selvagge o che erano rimasti vittime di cose altrettanto spiacevoli proprio perché non avevano voluto obbedire ai consigli delle persone grandi. Per esempio i grandi dicono che un attizzatoio arroventato brucia le mani se uno lo tiene troppo a lungo; che se vi tagliate MOLTO profondamente un dito con un coltello il dito di solito sanguina; che se bevete il contenuto d'una bottiglia sulla quale è scritto "veleno"quasi certamente vi capita prima o poi di sentirvi male.
Ad ogni modo su quella bottiglia NON c'era scritto "veleno"perciò Alice si azzardò ad assaggiarla e la trovò molto buona. Il sapore e l'odore avevano qualcosa che ricordava la torta di ciliege la crema l'ananasso il tacchino arrosto il croccante e i crostini caldi imburrati. Naturalmente la bevve tutta.
"Che strana sensazione!" disse Alice. "Sembra che mi stia accorciando come un telescopio".
Era proprio così. Adesso Alice era alta non più di venti centimetri.
Il suo volto s'illuminò al pensiero che quella era proprio la statura che ci voleva per passare dalla porticina e arrivare in quel magnifico giardino. Però aspettò ancora un po' per vedere se continuava ad accorciarsi: si sentiva un po’ nervosaa questo proposito.
"Speriamo che la smetta" si diceva. "Se continuo così finirò col consumarmi tutta come una candela. E allora che aspetto avrei?" Cercò d'immaginare che aspetto ha la fiamma di una candela quando si è spenta ma a dire il vero non le sembrava di aver mai visto una cosa di questo genere.
Dopo un po'visto che non succedeva più niente decise di andare subito nel giardino. Ma che sfortuna! Quando si trovò dinanzi alla portasi accorse che aveva dimenticato la chiave d'oro. Allora ritornò verso il tavoloma si accorse che non arrivava più a prenderla. Vedeva benissimo la chiave attraverso il vetro e fece molti tentativi per arrampicarsi lungo una gamba del tavoloma scivolava sempre. Dopo aver provato diverse volte si sentì così stanca che si mise a sedere per terra e cominciò a piangere.
"Ma perché piango? Non serve proprio a niente!" disse fra sé Alice. E dopo un po'con un tono deciso aggiunse: "Ti consiglio di smetterla immediatamente".
Di solito Alice si dava degli ottimi consigliperò poi li seguiva raramente. Qualche volta arrivava perfino a sgridare se stessa così severamente da farsi venire le lacrime agli occhi. Un giorno tentò addirittura di tirarsi gli orecchi perché aveva provato a imbrogliare sui punti durante una partita a palla tra lei e lei stessa. Infatti questa strana bambina pretendeva a volte d'essere due persone.
"Ma ora" pensava la povera Alice "non mi servirebbe a niente fingere d'essere due persone. Di me è rimasto tanto pocoche basta appena a fare una sola persona che si rispetti!" D'un tratto si accorse di una scatoletta di vetro che era sotto il tavolo. L'aprì e ci trovò un pasticcino sul quale era scritto con lettere di crema: "MANGIAMI" "Va bene" si disse Alice. " Lo mangerò e se mi farà crescere vuol dire che riuscirò a pigliar la chiave; se invece mi renderà ancora più piccola passerò sotto la porta. In qualunque modo entrerò nel giardino e non m'importa di quello che succederà dopo".
Addentò un boccone e si chiese ansiosa: "Come divento come divento?" Si teneva la mano sulla testa per sentire se la sua statura crescevama restò molto sorpresa quando si accorse che era sempre la stessa.
Come tutti sannonon succede mai niente di strano quando si mangia un pasticcino. Alice però s'era ormai abituata a vedere solo cose straordinarie: adesso che andava tutto nella maniera normale se ne sentiva veramente delusa.
Intanto continuò a mangiare e poco dopo il pasticcino era finito.


Di solito Alice si dava degli ottimi consigli, però poi li seguiva raramente...

Source: Alice nel Paese delle Meraviglie (L.C)



















                       
                       Perchè bisogna essere un pò matti, credere nei sogni e nelle cose impossibili!  
  
                                                                 Photos by me.
                                                                     A presto!


sabato 11 ottobre 2014

Colori d'autunno, stampini e rosa canina


L'autunno è una seconda primavera, quando ogni foglia è un fiore. (A.Camus)
Tempo di raccolta di ortensie, di bacche, di rose da ottobre mite per riempirne i cesti, gli stampi in ferro, cercando di mantenere il più a lungo possibile il caldo dei loro colori.

E la natura in tutte le stagioni ti sorprende, come con i falsi frutti della rosa canina.Somigliano a delle bacche, si chiamano cinorroidi, e contengono vitamina C in grandissime quantità fino a cento volte di più degli agrumi.Utilissima per aiutare il sistema immunitario.
Se ne possono fare marmellate, salse, sciroppi e gelatine.
Qui trovate la ricetta per la marmellata veramente ben fatta con foto ed istruzioni passo passo.

Pensate di questa rosa ne parlavano già gli antichi greci, Virgilio (70 a.C) le descrive per la prima volta come rose, veniva associata dagli antichi romani con la dea dell'amore.....
Per chi ne vuole sapere di più andate a curiosare questo interessante articolo Link dove troverete altre ricette, idee di utilizzo e curiosità.






















                                                                           Photos by me.
                                                                              A presto!!